giovedì 23 luglio 2015

Recensione: Codex Gilgamesh - Uberto Ceretoli


Editore: Dunwich Edizioni
Autore: Uberto Ceretoli
Pubblicato: 29/05/2013
EAN-13 9788898361076
Pagine: 313
"Un'opera di portata straordinaria, in grado di miscelare abilmente fantascienza del passato, thriller e horror per offrire un risultato godibilissimo e avvincente." (LETTERATURA HORROR)

"I congegni ideati da Ceretoli - dall'aviotreno al monociclo, passando per il dissipatore in grado di rendere invisibile una persona - sono sbalorditivi e descritti con un'impareggiabile abbondanza di particolari." (LAUMES JOURNEY)

"Era tanto, ma veramente tanto tempo che non leggevo un romanzo fantasy sulla scia del Signore degli Anelli che mi piacesse così tanto... con uno stile che ha un giusto equilibrio tra ricercato e semplice." Pensieri D'inchiostro, su "Il Sigillo Del Vento", prima opera dell'autore, Uberto Ceretoli.

Uruk, 1890. Eudora, Cacciatrice di Sua Maestà la Regina Vittoria, è incaricata di catturare il barone Victor von Frankenstein, accusato di furti e necrofilia e fuggito da Londra su una nave volante progettata da Leonardo da Vinci. Eudora ha una sola certezza: il dottore vuole riportare in vita l'Esercito degli Immortali di Gilgamesh e lei è l'unica che può fermarlo.

"Vi offro l’immortalità. Conoscete qualcuno disposto a pagarvi di più per i vostri servigi?" - barone Victor von Frankenstein, Londra, 1890

Cari lettori,
era tanto che non tornavo con una recensione. Vi chiedo scusa, ma negli ultimi tempi mi sto dedicando a nuove stesure e spero comprendiate la mia assenza.
Oggi recensisco un libro che ha destato la mia attenzione e che consiglio vivamente agli amanti del genere steampunk, così come ai neofiti. 
Ormai casa Dunwich non mi stupisce più, nel senso buono del termine, ovviamente. Ho letto diversi libri del loro catalogo e ciascuno di essi ha lasciato una traccia profonda. È il caso di questo romanzo "Codex Gilgamesh" di Uberto Ceretoli. 
Come sapete, non mi piace esporvi le trame dei romanzi, lascio che scopriate da voi intrecci e vicende. La mia analisi, se tale si può definire è atta a sollevare i punti di forza e quelli di debolezza, laddove ci fossero.
Devo dire che in questo romanzo ho trovato solo spunti positivi, a partire dallo stile dell'autore. Attento, curato, ricco. Leggere questo romanzo è stato come attingere a una fonte dopo aver sofferto la sete.
Vivide le immagini suggerite dalle descrizioni e incalzante il ritmo della narrazione. I periodi si susseguono senza tralasciare nulla e motivando il lettore a proseguire per le pagine successive.
La trama si sviluppa offrendo intrecci, suspense, emozioni, azione. E ogni gesto dei personaggi è motivato. Questo romanzo è dinamico, così come lo sono le scene che lo compongono.
Ho apprezzato molto la caratterizzazione dei vari personaggi e qui ve ne sono moltissimi. Ciascuno sembra reale, con connotazioni ben delineate. Ho amato il personaggio di Eudora, forte e bella cacciatrice.
Anche le ambientazioni riservano sorprese, per la ricchezza di descrizioni che contribuiscono ad alimentare l'immaginazione del lettore, che si trova a spostarsi insieme ai personaggi per i vari luoghi visitati. Ambientato in un'epoca vittoriana sospesa tra invenzioni futuristiche ed elementi tipici dell'epoca, questo romanzo si colloca tra i migliori steampunk che abbia letto negli ultimi tempi.



Ho trovato del tutto geniali alcuni elementi, come le impronte "ectoplasmatiche" lasciate delle emozioni della gente e, le  ben congegniate invenzioni di cui si avvalgono i personaggi. So che così non capirete di cosa stia parlando, ma è giusto. Dovete leggerlo, per tuffarvi nell'atmosfera di questo romanzo, che trovo intelligente, ben studiato e soprattutto originale.
Cinque calamai meritatissimi, con l'augurio che Uberto ci regali altre storie come questa, e la speranza che voi lettori vi accostiate a questo romanzo. 
Grazie alla Dunwich per la copia omaggio e per aver scelto di pubblicare questa storia.