mercoledì 24 giugno 2015

Recensione: Non è stato solo vento di Giovanna Politi


ISBN: 978-88-6884-279-6
Prezzo: € 13,00
Categoria: Narrativa
Anno 2014, Pagine: 154
Autore: Politi Giovanna
Quei pomeriggi infinitamente lunghi e sorprendentemente brevi li avevo respirati a lungo. Di “quell’odore di felicità” ne avevo intriso le narici fino a farne giungere l’odore forte nel cervello; lo avevo impresso perché s’insediasse in quell’angolo della memoria che all’occorrenza ne avrebbe rilasciato traccia nel ricordo tanto da permettermi di sopravvivere all’assenza. Imparai allora, credo, che si respira piano la felicità, che si respira a fondo.

Giovanna Politi nasce a Roma il 14 novembre del ’70, compie studi classici e sin dall’adolescenza convive con l’amore per il sacro demone della scrittura. Pubblica nel 1997 “Pensieri allo specchio”, Liber Ars Edizioni e nel 2011 “La voce del ventre”, Aletti Editore. Pur restando la prosa poetica il suo primo e indiscusso amore, si cimenta per la prima volta nella narrazione di un racconto. Pubblica in diversi siti: Scrivere, Le poesie del cuore, Rime scelte. è tra le poetesse inserite nell’antologia Poeti contemporanei (casa editrice Pagine, febbraio 2013) curata da Elio Pecora. Le sue poesie si possono leggere inoltre nel suo blog personale (giopoliti.blogspot.it).
Cari lettori,
ecco un altro bel libro.
Comincio con il ringraziare la casa editrice Kimerik per la copia omaggio.

Veniamo a noi. Ho letto questo romanzo forse nel momento amoroso peggiore della mia esistenza e vi assicuro che mi ha toccato nel profondo.
Non è facile leggere libri d'amore quando questo ci è stato sottratto. Ci si fa quasi male, leggendoli. E per me leggere "Non è stato solo vento" è stata una dolce agonia.
L'ho letto in due pomeriggi, sotto la luce del sole seduta sulla panchina del mio balcone. Mi ci è voluto tanto tempo affinché trovassi le parole adatte, ma tutt'ora non le trovo. Non perché il romanzo non le susciti, ma perché l'ho sentito tanto mio da avere l'impressione ora, di parlare di me.
La politi ha una bellissima prosa, poetica e ricca di descrizioni e metafore. È proprio questo aspetto che ho notato fin dalle prime pagine, unito alla grande sensibilità e al respiro che prende il libro proseguendo nella lettura. Un romanzo di sentimenti, di ricordi, di sensazioni, di percorsi. Un libro che fa riflettere su "ciò che poteva essere".
Ho pianto, leggendolo. Perché come la protagonista, Rebecca, non riesco a dimenticare momenti come quelli da lei vissuti. Lei ricorda giornate di sole e baci, con una tale forza e intensità, da pungere il cuore del lettore e farlo sanguinare. E il mio ha sanguinato e pianto tutt'ora, anche mentre scrivevo questa recensione.
Può un ricordo intaccare l'equilibrio della quotidianità? Può un amore dal passato essere più forte del presente? Può un solo sms dimenticato sul cellulare, mettere tutto in discussione?
Può, eccome. E lo fa con la memoria, il mezzo più potente che ci è concesso per riabbracciare chi abbiamo amato.
Non vi dico nulla della trama, in quanto in sé per sé, è semplice e non è particolarmente articolata.  Non è questo il libro che vi colpirà infatti, per trama e l'intreccio, ma vi rapirà per la bellezza della scrittura e dei momenti che Rebecca regala.
È il primo libro della Politi che leggo e sicuramente non sarà l'ultimo.
Ve lo consiglio di vero cuore. 

"Ora sapevo consapevolmente che non lo avrei mai rimosso, non lo avrei mai dimenticato. Perché anche il male ricevuto si può dimenticare, ma non chi ci ha reso felice; perché in quello stesso istante in cui ti ha reso felice, si è reso indimenticabile".

1/2