venerdì 13 giugno 2014

Intervistando: M.J. Heron







Si è fatta conoscere al grande pubblico con “Implosion”, un paranormal fantasy che ha suscitato grande curiosità sin da subito.
Avrete già capito che oggi la mia ospite di oggi, sarà M.J. Heron, autrice apprezzata e in ascesa.
Per il suo “Implosion” ha ricevuto il premio Selezione Bancarella 2013.
Un esordio che lascia il segno, per un’autrice che promette successi.
Il seguito di “Implosion” non si fa attendere, arriva così “Insidia”. 
Ma conosciamo meglio M.J.



AUTORE

La nostra autrice nasce ventinove anni fa sotto il segno dello scorpione. Amante delle emozioni forti e di tutto ciò che può essere nuovo e stimolante, trova irrinunciabile la compagnia di un buon romanzo (classico, thriller o d'amore, a seconda del suo stato d'animo). 
Nella scelta di una carriera universitaria che sembrava già tracciata, alla strada del giornalismo preferisce invece quella dell'interpretariato e traduzione, anche se sogna di continuare a scrivere fino alla fine dei suoi giorni. 
Vorrebbe viaggiare nel passato, conoscere il futuro e disporre di giornate di almeno 48 ore. Intanto assapora il presente che sa riservare anche belle sorprese e si intrattiene con i personaggi che entrano nella sua mente senza bussare...



INTERVISANDO


1- Nei tuoi libri aleggia un’ombra di mistero. Misteriosi sono i bellissimi Kurann che la tua penna ha creato. Ma il mistero avvolge anche il tuo nome. Come mai hai scelto uno pseudonimo?

Volevo sentirmi libera da ogni vincolo, pensiero o costrizione, slacciando la fantasia da tutto quello che era la realtà del quotidiano.


2- Hai scritto qualcosa prima di “Implosion”?

Amo scrivere sin da quando ero piccola, ma l'ho sempre fatto per un piacere personale, Implosion è il mio primo romanzo pubblicato.


3- Aspettavi questo riscontro da parte dei lettori?

In tutta sincerità non sapevo che cosa aspettarmi per cui la risposta è decisamente no. Adoro i miei lettori e ringrazio ognuno di loro per la fiducia che hanno riposto in me e per le parole di affetto che mi hanno riservato sin dall'uscita di Implosion.


4- Da cosa nasce l’idea di questo progetto?

Da un'immagine, da piccoli dettagli e dai volti dei protagonisti che si sono affacciati nella mia immaginazione. Sono stati loro a prendermi per mano e a guidarmi nella scoperta della loro storia.


5- Quale personaggio senti più affine?

Forse Kylaah, seppure io li ami tutti. Con ogni probabilità c'è un pezzettino di me in ognuno di loro, però non ho mai pensato di identificarmi in uno in particolare e questo per lasciare loro la maggior libertà possibile. Le scelte che fanno rispecchiano il carattere di ciascuno di essi.


6- La trilogia era già nella tua testa dal momento in cui hai cominciato a scrivere “Implosion”, oppure è stata una scelta da parte dell’editore?

Quando ho iniziato a scrivere Implosion non pensavo neppure di arrivare alla fine, l'idea della trilogia ha preso forma mano a mano che la trama prendeva corpo e mi rendevo conto che un solo libro non sarebbe bastato per raccontare l'intera storia. Ringrazio DeAgostini per la libertà e la fiducia concessami, la Redazione non mi ha mai imposto nulla.


7- Il tuo è un caso editoriale, che ben fa sperare i giovani autori in cerca di editori. Hai da subito trovato un importante editore che ha scelto di supportarti e promuoverti. Hai bussato ad altre porte, prima che ti aprisse la DeAgostini?

Penso sia inevitabile farlo. Ho seguito il percorso che moltissimi autori intraprendono e sono stata fortunata nel vedere una porta aprirsi. Auguro la stessa fortuna a tutti quelli che custodiscono nel cuore il sogno di veder pubblicato un giorno il proprio libro.


8- Qual è il tuo libro preferito e quello che consiglieresti?

Qui si apre un capitolo a parte perché non c'è un solo libro in assoluto ad aver conquistato il mio cuore, ma penso che ne esista almeno uno per ogni stagione della nostra vita. Sto pensando di rileggere Alla ricerca del tempo perduto di Proust anche se forse dovrei rispolverare le Fiabe di Andersen, in fondo non bisognerebbe mai smettere di essere un po' bambini, neppure nei momenti più difficili.
Per chi non l'avesse già fatto, consiglio di leggere Divergent di Veronica Roth, un romanzo che ho apprezzato moltissimo sin dalla pubblicazione. Comunque, giusto per restare in tema, siate un po' divergenti, rompete gli schemi e leggete tutto quello che vi ispira, al di là del genere.


Ringrazio M.J. per avermi concesso questa intervista e le auguro di realizzare tutti i suoi propositi.